Cari amici, oggi ci ritroviamo qui, in questa sala che porta il nome di Damiano Giordo, per affrontare un tema che ci sta profondamente a cuore: il rapporto tra lavoro e dignità, e in particolare la lotta al mobbing e alle discriminazioni.
Ho voluto che questo convegno fosse uno dei primi atti pubblici dell’AssociazioneCulturale Damiano Giordo, insieme alla Cisl di Sassari, perché sono convinto che il sindacato e la cultura debbano camminare insieme. Il lavoro non è solo contratto, busta paga, norme e regole, ma è soprattutto relazione, identità, parte integrante della vita delle persone. E quando il lavoro diventa fonte di sofferenza, di umiliazione, di malattia, viene minata la dignità stessa della persona.Il fenomeno del mobbing è purtroppo più diffuso di quanto pensiamo. Non riguarda solo episodi eclatanti, ma spesso si manifesta in forme sottili, striscianti, quotidiane: esclusioni, pressioni indebite, svalutazioni continue, isolamento. Sono dinamiche che corrodono lentamente la persona, fino a spegnere entusiasmo e fiducia in sé stessi. E, dietro queste dinamiche, troviamo sempre un uso distorto del potere: colleghi o superiori che trasformano un ambiente di lavoro in un luogo di persecuzione.
Oggi sappiamo che il mobbing ha conseguenze gravi non solo sul piano psicologico, ma anche su quello fisico: stress cronico, ansia, depressione, malattie psicosomatiche. Senza dimenticare l’impatto sulle famiglie, perché il dolore del lavoro malato non rimane chiuso in ufficio o in fabbrica, ma entra nelle case, nelle relazioni personali, nella vita quotidiana.
Eppure, troppo spesso le vittime rimangono in silenzio. Per paura, per vergogna, per mancanza di fiducia nelle istituzioni. Questo silenzio è il terreno fertile del mobbing: se non si rompe, il fenomeno continua a prosperare.
È qui che entrano in gioco la Cisl e la nostra Associazione Culturale. Non possiamo limitarci a denunciare, dobbiamo costruire risposte concrete. Per questo abbiamo deciso di avviare, presso la sede della Cisl di Sassari, un nuovo sportello dedicato al mobbing e alle discriminazioni. Sarà un luogo di ascolto, di prevenzione e di accompagnamento. Sarà ospitato nell’ambito del servizio Vertenze, così da avere un collegamento diretto con gli strumenti di tutela legale e contrattuale.
Vogliamo che ogni lavoratore e ogni lavoratrice che si sente vittima di mobbing o discriminazione sappia che qui troverà qualcuno disposto ad ascoltarlo, a credergli, a dargli strumenti di difesa e a costruire insieme un percorso di uscita. Non ci illudiamo che sarà facile: chi subisce queste situazioni spesso si sente prigioniero, pensa di non avere alternative. Ma proprio per questo è necessario un presidio che dica: “Non sei solo, non sei sola. Ci siamo noi, con la nostra esperienza, le nostre competenze, la nostra rete di solidarietà”.
Naturalmente non si tratta solo di offrire tutela individuale. Vogliamo anche promuovere una cultura del lavoro sano, che ponga al centro il rispetto della persona. Perché prevenire è ancora più importante che curare. Un ambiente di lavoro inclusivo, equo, rispettoso delle differenze, è il primo antidoto al mobbing e alle discriminazioni.
Per questo parliamo anche di cultura e di formazione. Il mobbing non si combatte solo con le leggi, che pure sono necessarie, ma si combatte cambiando mentalità, sviluppando sensibilità, educando alla convivenza civile e al rispetto reciproco. Qui l’Associazione Culturale Damiano Giordo vuole giocare un ruolo, insieme al sindacato, organizzando momenti di formazione, di sensibilizzazione, di confronto aperto.
Non dimentichiamo che il mobbing e le discriminazioni sono anche un costo sociale enorme. Le malattie da stress lavoro-correlato pesano sul sistema sanitario, le assenze e le dimissioni riducono la produttività delle imprese, i contenziosi giudiziari appesantiscono la giustizia. Contrastare il mobbing non è solo un dovere morale, ma anche un investimento di interesse collettivo.
Vorrei poi soffermarmi un attimo sulle discriminazioni, che spesso si intrecciano con il mobbing. Parliamo di discriminazioni di genere, di età, di origine etnica, di orientamento sessuale, di disabilità. Sono situazioni che ancora oggi tanti lavoratori e lavoratrici vivono sulla propria pelle. La nostra società non può dirsi giusta se non garantisce a tutti pari dignità e pari opportunità. Lo sportello sarà anche questo: un punto di riferimento contro ogni forma di discriminazione.
Il nostro convegno di oggi ha un compito preciso: non limitarsi a fare analisi, ma costruire una rete. Una rete tra il sindacato, i professionisti, le istituzioni, il mondo della cultura, la società civile. Solo così possiamo davvero incidere. Solo così possiamo trasformare il dolore individuale in un impegno collettivo.
In questa prospettiva, considero questo incontro un punto di partenza. Da qui vogliamo avviare un percorso di lavoro che vedrà la Cisl e l’Associazione Culturale Damiano Giordo protagonisti di un impegno costante, non episodico. Vogliamo raccogliere esperienze, ascoltare voci, creare strumenti sempre più efficaci.
Permettetemi di concludere con una convinzione che porto con me da sempre: il lavoro, per essere davvero lavoro, deve essere fonte di dignità, non di umiliazione. Deve dare sicurezza, non paura. Deve costruire comunità, non isolamento. Questo è il nostro compito come sindacato e come associazione culturale. Ed è il messaggio che vogliamo lasciare a questo territorio, a questa comunità, alle generazioni future.
Grazie a tutti per la vostra presenza e per il contributo che ciascuno porterà in questa giornata.
